Ci avviciniamo a un periodo dell’anno particolarmente intenso per molti bambini e molte famiglie.
Per qualcuno sarà il passaggio dal Nido alla Scuola dell’Infanzia, per altri dall’Infanzia alla Scuola Primaria.

Spesso gli adulti vivono questi cambiamenti soprattutto dal punto di vista organizzativo: nuove routine, nuovi spazi, nuovi insegnanti.

Per i bambini, invece, i passaggi hanno quasi sempre un significato emotivo molto più profondo.

Crescere è un’esperienza ambivalente: porta con sé entusiasmo, curiosità e desiderio di diventare “grandi”, ma anche timore, nostalgia e bisogno di continuità.

Ogni passaggio implica infatti una piccola separazione: da luoghi conosciuti, abitudini rassicuranti, adulti significativi e immagini di sé costruite nel tempo.

Per questo alcuni bambini, proprio mentre sembrano pronti a crescere, possono diventare più sensibili, irritabili o bisognosi di vicinanza.
Non è una regressione. È il modo attraverso cui cercano di attraversare un cambiamento importante mantenendo un senso di sicurezza emotiva.

Come scrive Donald Winnicott:
La base della salute mentale è la continuità dell’essere.

I bambini hanno bisogno di sentire che, anche mentre qualcosa cambia, la relazione con gli adulti rimane stabile, affidabile e accogliente.

Accompagnare un passaggio non significa eliminare la fatica del cambiamento, ma aiutare i bambini a dare senso a ciò che stanno vivendo.

A volte basta nominare ciò che provano:

  • “Ti mancheranno alcune cose del Nido.”
  • “È bello diventare grandi, ma può fare anche un po’ paura.”
  • “Possiamo essere contenti e tristi insieme.”

Quando un adulto riconosce entrambe le emozioni, il bambino non si sente sbagliato nel proprio sentire.