Il materno non coincide semplicemente con la maternità.
È una funzione relazionale profonda, un modo di stare accanto alla vita che nasce e cresce.
Il materno è ciò che accoglie, contiene, protegge, ma anche ciò che lentamente lascia andare.
È presenza che rassicura e insieme fiducia che permette al bambino di allontanarsi, esplorare, diventare sé stesso.
È una funzione relazionale profonda, un modo di stare accanto alla vita che nasce e cresce.
Il materno è ciò che accoglie, contiene, protegge, ma anche ciò che lentamente lascia andare.
È presenza che rassicura e insieme fiducia che permette al bambino di allontanarsi, esplorare, diventare sé stesso.
Nei primi anni di vita il bambino costruisce la propria immagine del mondo attraverso le relazioni che vive: lo sguardo che incontra, il tono della voce che lo calma, le mani che lo sostengono, il tempo che qualcuno è disposto a dedicargli.
Per questo il materno non è perfezione.
Non è anticipare ogni bisogno o evitare ogni frustrazione.
È piuttosto la capacità di esserci in modo sufficientemente stabile, autentico e pensante.
Anche nei servizi educativi il materno attraversa i gesti quotidiani: nell’accogliere un pianto senza fretta, nel dare parole alle emozioni, nel creare contesti sicuri dove i bambini possano sperimentare autonomia senza sentirsi soli.
Il materno educa perché offre radici, ma anche spazio.
Custodisce senza trattenere.
Accompagna senza sostituirsi.
E forse uno dei compiti più delicati degli adulti è proprio questo: aiutare i bambini a sentirsi amati abbastanza da poter, un giorno, camminare nel mondo con fiducia e libertà.
Oggi voglio suggerirvi un film di animazione “Brave” . Parla di separazione, identità, aspettative e riconoscimento reciproco.
Per questo il materno non è perfezione.
Non è anticipare ogni bisogno o evitare ogni frustrazione.
È piuttosto la capacità di esserci in modo sufficientemente stabile, autentico e pensante.
Anche nei servizi educativi il materno attraversa i gesti quotidiani: nell’accogliere un pianto senza fretta, nel dare parole alle emozioni, nel creare contesti sicuri dove i bambini possano sperimentare autonomia senza sentirsi soli.
Il materno educa perché offre radici, ma anche spazio.
Custodisce senza trattenere.
Accompagna senza sostituirsi.
E forse uno dei compiti più delicati degli adulti è proprio questo: aiutare i bambini a sentirsi amati abbastanza da poter, un giorno, camminare nel mondo con fiducia e libertà.
Oggi voglio suggerirvi un film di animazione “Brave” . Parla di separazione, identità, aspettative e riconoscimento reciproco.