Tre libri per nutrire lo sguardo

«I figli sono come gli aquiloni: insegnerai a volare ma non voleranno il tuo volo, insegnerai a sognare ma non sogneranno il tuo sogno. Ma in ogni volo, in ogni sogno rimarrà per sempre l’impronta dell’insegnamento ricevuto.» — Madre Teresa di Calcutta
La Pasqua porta con sé qualcosa di raro: qualche giorno in cui il tempo si allunga, i ritmi cambiano, e forse — forse — c’è un momento in cui i bambini giocano in giardino e voi potete sedervi.
Non per fare niente di produttivo. Solo per respirare. Magari con un libro in mano.
Questa piccola selezione è per voi — non per i vostri figli, non per il lavoro, non per capire meglio come si fa. Solo per voi, come persone che pensano, sentono, si fanno domande e vogliono continuare a riflettere sul loro essere e sentirsi genitori.

Il bambino è un poema — Silvia Vecchini, illustrazioni di Sualzo (Terre di Mezzo) Non è un manuale. È una raccolta di poesie e immagini che celebrano la relazione con un bambino piccolo — la meraviglia, la stanchezza, la tenerezza di quei primi anni. Un libro da sfogliare lentamente, da tenere sul comodino. Uno di quelli che fanno sentire meno soli.

Lasciamoli giocare — Peter Gray (Adriano Salani Editore) Un saggio che rimette pace nel cuore: i bambini non hanno bisogno di essere intrattenuti, programmati, stimolati di continuo. Hanno bisogno di giocare liberamente. Gray racconta con dati e storie perché il gioco non strutturato sia la forma più alta di apprendimento. Una lettura che libera anche i genitori — e magari qualche pomeriggio di Pasqua.

Ci vuole un villaggio — Federica Cacciola (Il Leone Verde) Crescere un figlio non è un’impresa solitaria. Questo libro parla della comunità educativa come risorsa: la rete di relazioni che sostiene i bambini e le famiglie. Caldo, concreto, invita a guardarsi intorno con occhi nuovi.